L'AMORE CHE NON MUORE
Emozionante ed ispirata variazione del classico tema del triangolo amoroso in questo bel film di Patrice Leconte, che già in tempi recenti aveva dato bella prova di sè ne "La ragazza sul ponte". La storia, ispirata a un fatto vero, è imperniata sulla surreale situazione di un condannato a morte (il regista Kusturica) in una sperduta isoletta sotto il governo francese che, attendendo l'invio dal continente della ghigliottina, si integra con la comunità locale, e in particolare stringe un rapporto forte e particolare con il comandante (Daniel Auteil) delle guardie e sua moglie (Juliette Binoche). Meravigliosi i 3 personaggi, incarnati da 3 attori al loro meglio, in un film che esalta la forza emotiva dei sentimenti repressi. La Binoche, colpita dalla capacità di redenzione di un uomo, è brava come non le accadeva dai tempi de "Il danno"; Auteil incarna con i consueti toni misurati un uomo talmente innamorato della moglie da assecondarne i desideri senza per questo andare in contraddizione coi propri principi (anzi, rafforzandoli). Ma la rivelazione è Kusturica, all'esordio come attore, che ha la fisicità giusta per il personaggio, col suo volto sofferente, e che rende con impressionante naturalezza la sua progressiva rinascita morale.
Spiace il finale un po' affrettato, che soffoca l'ampio respiro della pellicola, sottolineata anche dalla suggestiva fotografia del paesaggio. Ma il giorno dopo pensi ancora ai protagonisti, e questo è indice di emozione autentica.
Spadini 
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